raccolta di unità di apprendimento liberamente condivise dagli insegnanti

I nomi composti e la loro formazione

harrypotter

Ritengo che l’approccio flipped, qui adottato, sia molto efficace in termini di motivazione dello
studente e di stimolo all’apprendimento. L’attenzione non viene posta sul lavoro espositivo
dell’insegnate ma, attraverso una sorta di problem solving prima individuale (a casa) e poi in gruppo,
nel quale l’alunno è chiamato a riflettere prima e a condividere poi ciò che lo ha portato a
discriminare i nomi in base a qualcosa di più o meno comune che ha sentito prima e individuato poi.
Il lavoro dell’insegnante qui è di anticipatore e motivatore dell’esperienza che gli alunni sono
chiamati a vivere e alla fine di generalizzare la questione e definirne gli apporti cognitivi, ma il lavoro
vero e proprio è fatto dallo studente stesso, prima individualmente e poi in gruppo, che è chiamato
a usare gli strumenti che ha a disposizione per abbozzare una classificazione.
Un altro apporto positivo di tale tecnica è la libertà di raccogliere i frutti di un’esperienza, che i
ragazzi sono chiamati a vivere da soli a casa, sfruttando i lavori di gruppo e quindi innescando un
principio anche di collaborazione e cooperazione per un obiettivo comune, inibendo le differenze di
rendimento da un lato e stimolando, dall’altro, tutti i partecipanti a capire per poter far parte della
sfida lanciata dall’insegnante.

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PER TRARRE ISPIRAZIONE: a chi volesse approfondire la metodologia didattica proposta in questo sito consigliamo la lettura di Cecchinato G. & Papa R. (2016). Flipped classroom: un nuovo modo di insegnare e apprendere. UTET, Torino.

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